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Questo
caratteristico borgo, l'antica "Balneum Regis" costituisce soggetto
unico nella vasta cornice paesaggistica, nella quale si inserisce Bagnoregio.
L'antichissimo Borgo, seconda sede Comunale dopo la contrada Mercato,
sorgeva su una platea tufacea, che per giacere sopra vasti banchi d'argilla
soggetta ad erosione (traccia straordinaria ne sono gli imponenti "Calanchi")
va progressivamente restringendosi per il crollo degli orli, tanto che,
anche lo scrittore Bonaventura Tecchi (nativo di Bagnoregio) la definì
"la Città che muore". Civita di Bagnoregio è un
paese sempre in lotta con la natura per non scomparire. La sua perdita
provocherebbe un danno enorme per gli studiosi delle antiche civiltà
sia "Villanoviane che Etrusche, Romaniche e Medievali". Questo
paese infatti conserva intatte, come se il tempo si fosse fermato, le
tracce di antiche strutture. Le caratteristiche della zona, con le frane
e la continua erosione calanchiva hanno reso, nel bene e ne male, Civita
di Bagnoregio un posto unico. Oggi è un vero e proprio laboratorio
naturale dove si sperimentano i sistemi di monitoraggio e le tecniche
di consolidamento più avanzate. Questo rende il borgo un punto
di riferimento per gli scienziati di tutto il mondo che si occupano del
recupero e della salvaguardia dei centri abitati instabili. Il binomio
tra scienza e storia ha permesso e permette di valorizzare, nel rispetto
del paesaggio e della compatibilità ambientale degli interventi,
la splendida architettura di Civita di Bagnoregio.
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